Futuro anteriore

di Dan Pejeroni [Infosphere]

Anni ’20: l’abbagliante splendore di un frammento di futuro già avvenuto

 “Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo… un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia”  [Filippo Tommaso Marinetti, 20 febbraio 1909]

1925  – Rolls Royce Phantom I

Roaring Twenties. i ruggenti anni ’20, un’epoca caratterizzata da una strepitosa energia che influenzò in maniera radicale società, arte e cultura. La scena politica stava tornando alla normalità dopo le devastazioni della prima guerra mondiale, mentre esplodeva  la musica Jazz e l’Art Deco.

Mutò profondamente la femminilità con evidenti ripercussioni nella moda, nella vita sociale e politica.

1920 “Flappers”

Il costume e la cultura, furono travolti da un irrefrenabile bisogno di discontinuità e di rottura con la tradizione, per abbracciare un nuovo concetto di modernità. Il mondo era dominato dalle nuove tecnologie, in particolare l’automobile, il cinema e la radio.
La diffusione del grammofono e del fonografo, unite alla nascita delle prime grandi case discografiche, determinarono l’avvicinamento delle classi popolari alla musica. Il 1927 decretò anche la fine del cinema muto, con la produzione del primo film parlato della storia del cinema, Il cantante di jazz (The Jazz Singer).

La Grande depressione nel 1929 pose fine a quest’era e al sogno che portava con sé anche se l’onda lunga si fece sentire anche nel decennio successivo, con altre invenzioni e scoperte in campo scientifico che determinarono l’accelerazione dello sviluppo industriale e dei consumi.

Attraverso le immagini e le opere che sono giunte fino a noi, quel momento, ci appare oggi nell’abbagliante splendore di un frammento di futuro già avvenuto e nella sconcertante evidenza del nostro tempo che passa. Ma anche ci fornisce la misura di quanto idee folli e sogni coraggiosi, siano in grado di influenzare il domani.

Grand Central Terminal NYC 1930 – Fotografia di Hal Morey
“Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole pei contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che scavalcano i fiumi, balenanti al sole con un luccichio di coltelli; i piroscafi avventurosi che fiutano l’orizzonte, le locomotive dall’ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d’acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta”  
[Filippo Tommaso Marinetti, 20 febbraio 1909]