L’IoT non funzionerà senza Intelligenza Artificiale

Analytics Experience 2017: SAS esplora i trend delle imprese che innovano

Technology

Internet of Things (IoT) è un argomento sempre più di diffuso, al punto che l’interesse si è esteso al grande pubblico. In ambito aziendale nessuno mette più in discussione i benefici e le opportunità che derivano dall’utilizzo di queste tecnologie. La preoccupazione è piuttosto: come farle effettivamente funzionare.

L’IoT produrrà un tesoro di dati. Dati che potranno aiutare le città a evitare incidenti e crimini, consentire ai medici di ottenere in tempo reale le informazioni dei pacemaker e dei biochip dei pazienti, ottimizzare la produttività industriale attraverso la manutenzione preventiva di attrezzature e macchinari, creare case veramente intelligenti con apparecchi collegati e fornire comunicazioni critiche tra autovetture. Le opportunità offerte da IoT sono praticamente infinite.

La conseguenza della rapida affermazione di dispositivi e sensori collegati all’Internet delle Cose è un incredibile incremento del volume di dati che vengono da loro generati. Questi dati forniranno un prezioso punto di vista su cosa funziona bene e cosa no, fornendo una visione di alto valore su rischi e opportunità per aziende.

Tuttavia, il problema è trovare il modo per analizzare il diluvio di informazioni che tutti questi dispositivi creano. Cercare informazioni in terabyte di dati macchina è molto difficile. Con tecnologie tradizionali è impossibile riesaminare e comprendere questa massa di dati, in quanto richiederebbe troppo tempo.

Affinché l’IoT rispetti la sua promessa, è indispensabile migliorare la velocità e l’accuratezza dell’analisi dei dati. In caso contrario le conseguenze potrebbero essere disastrose. La tecnologia in grado di tenere il passo dei dati generati dall’IoT per ricavarne informazione e significato si chiama Machine Learning e si occupa della costruzione e dello studio di sistemi che apprendono dai dati stessi, piuttosto che seguire istruzioni esplicitamente programmate.

Sarà questo uno dei temi di Analytics Experience 2017, l’evento organizzato da SAS in programma ad Amsterdam dal 17 al 18 ottobre.

Durante l’evento internazionale, centinaia di esperti, thought leader, professionisti e manager si confronteranno sull’importante ruolo degli analytics nel costruire relazioni più forti con i clienti, combattere le frodi, gestire il rischio e migliorare i processi. Ed esploreranno i trend emergenti, come Machine Learning, Internet of Things, Intelligenza Artificiale e la nuova normativa in tema protezione dei dati (GDPR).

Ad Analytics Experience 2017, SAS presenterà i risultati della survey internazionale che vuol far luce sulla maturità delle imprese in ambito Intelligenza Artificiale.

I Big Data ci proteggeranno dal terrorismo?

di Dan Pejeroni [Infosphere]

Si discute molto oggi su come i Big Data stanno rivoluzionando il mondo del business. Tuttavia, le loro possibili applicazioni nel campo della sicurezza e dell’intelligence sono ancora relativamente poco conosciute.

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In futuro, potrebbe diventare possibile prevedere con sicurezza potenziali azioni terroristiche, combinando osservazioni da fonti quali attività di social media, ricerche su Internet, abitudini di acquisto e posizione dei dispositivi mobili utilizzati.

La gente (quindi anche i soggetti potenzialmente pericolosi) sta generando una quantità sempre maggiore di dati attraverso i propri smartphone, elettrodomestici, satelliti, terminali, macchine fotografiche. Una moltitudine di altri sensori, comunemente installati su edifici, infrastrutture e veicoli, catturano in tempo reale dati che riguardano spostamenti e azioni sul territorio. Inoltre, tutte le attività online possono essere intercettate, memorizzate, analizzate e correlate.

La Predictive Analytics sui Big Data comprende una varietà di tecniche statistiche di modellazione, machine-learning e data-mining che analizzano fatti attuali e storici, per fare previsioni su eventi futuri, altrimenti imprevedibili. Con queste tecnologie possiamo efficacemente anticipare anche potenziali minacce alla sicurezza.

L’analisi predittiva nella prevenzione del terrorismo, avrà tuttavia anche un profondo impatto sulla nostra società e sui diritti democratici. L’analisi predittiva dei Big Data è basata sulla correlazione, non sulla causalità. Tuttavia, anche quando gli algoritmi sono molto accurati nel identificare pattern di comportamento potenzialmente ostili, ci saranno sempre “falsi positivi”, che corrispondono a questi modelli solo per coincidenza.

L’Analisi predittiva sui Big Data potrebbe ridurre significativamente l’incidenza del terrorismo e rendere il mondo un posto più sicuro, ma solo se riusciremo a ridurre al minimo il rischio di abusi e gli effetti collaterali indesiderati.

Smart Country e la società multietnica

Senza titoloLa Pubblica Amministrazione italiana sta vivendo un momento di profonda mutazione, in risposta ad una altrettanto radicale trasformazione del tessuto sociale del Paese.

Immigrazione, globalizzazione, informatizzazione, delocalizzazione, integrazione sono solo alcuni dei grandi temi che ci troviamo a fronteggiare: possono rappresentare problemi o opportunità. Dipende da come sapremo affrontarli.

La drammatica congiuntura finanziaria che ha coinvolto buona parte dei paesi industrializzati, ci obbliga a rivedere la spesa pubblica e, nello stesso tempo, razionalizzare servizi ai cittadini, privati ormai di risorse, ma che costituiscono una condizione essenziale per la ripresa e lo sviluppo sostenibile.

Uno dei fattori chiave è nell’utilizzo delle nuove tecnologie, che rappresentano l’alfabetizzazione del nuovo millennio: non solo tablet e smartphone, ma anche terminali self service e call center, non solo social network e p2p, ma anche e soprattutto cloud aziendali e reti di servizi al pubblico.

I fenomeni di immigrazione, stanno inoltre trasformando il profilo demografico italiano del’900 irreversibilmente in multietnico. Per non subire questa Babele, in attesa della auspicabile integrazione linguistica e culturale dei nuovi cittadini, lavoratori e famiglie, ad opera della Istruzione Pubblica e privata, disponiamo già da oggi di software e dispositivi per abbattere le barriere interculturali.

Sulla base di queste considerazioni ho creato Intelligo, un ECM (Enterprise Content Management) semantico massivamente multilingua.